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10 regole e tanto buon senso per costruire un web migliore, vincente e civile

21 Febbraio 2017
|| Categoria: Digital
I dieci punti del Manifesto della comunicazione non ostile I dieci punti del Manifesto della comunicazione non ostile

Due giorni intensi dedicati al web e ai modi giusti per starci: per navigarne le pagine, i siti e i gruppi armati di buone educazioni e buon senso.

Per questo, più di 600 persone dal 17 e 18 febbraio, si sono date appuntamento a Trieste - città di incroci culturali per eccellenza - per partecipare a Parole Ostili, per lanciare una riflessione generale e collettiva sul tema della violenza digitale. È stata la lungimiranza della triestina Rosy Russo, comunicatrice preparatissima e riconosciuta esperta di social media marketing, a dar vita all’evento: ne è scaturita la redazione di un Manifesto condiviso, una pratica guida per porre le basi verso un utilizzo sano e responsabile del nostro amato world wide web.

Ed è stata la stessa Rosy Russo, che ha aperto la due giorni di incontri, a spiegarci perché serve che il “Manifesto della comunicazione non ostile” diventi una risorsa sempre più irrinunciabile. Si tratta di dieci semplici regole che ognuno di noi dovrebbe tener bene in mente per rendere internet un posto migliore, un posto dove poter condividere e confrontarsi, senza aver paura di essere diversi. Un vademecum ponderato, redatto per autoregolamentare il nostro agire sul web, con la volontà di appianare la montagna di odio che cresce giornalmente sui social, dimostrando che si può percorrere la via del buon senso, senza che ci sia la necessità di intervento di un’autorità pubblica che ci dica quali tra i comportamenti tenuti in rete sono giusti o sbagliati.

Durante la kermesse, la conversazione ha affrontato tematiche diverse, dall’impatto del cyberbullo, attore spesso e volentieri inconsapevole del proprio ruolo, al bisogno di una concreta educazione nel comportamento online, fino all’individuazione delle modalità più efficaci per arginare fenomeni di questo genere. Chiaramente alle parole sono stati affiancati i numeri, con i dati concreti forniti da SWG, dall’Istituto Toniolo e Voices from the Blogs: ciò che emerge è l’esigenza di attuare qualcosa di realmente tangibile affinché si possa ostacolare la percezione crescente di una rete sempre più contaminata dai linguaggi dell’ostilità. Non a caso, oltre il 70% dei cittadini intervistati ritiene che è stato già superato una sorta di limite quando si parla di odio digitale, quel cosiddetto “hate”, se vogliamo utilizzare una parola ben nota ai più giovani surfisti del web. Ed è proprio una buona parte degli adolescenti che comincia a diventare consapevole della problematicità delle parole ostili online, nonostante, tra loro, una percentuale maggiore all’85% pensa che i social network non debbano esser presi troppo sul serio.

Numerosi i rappresentanti del mondo delle istituzioni, dei media e dell’università che hanno preso parte al dibattito, dal presidente della Camera Laura Boldrini, al direttore del Tg di La7 e stella dei social media Enrico Mentana, dalla governatrice del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, a Serena Tonel, assessore del comune di Trieste. A raccontar la sua personale esperienza è arrivato anche Gianni Morandi: il sempreverde cantautore bolognese, come in molti già saprete, in tempi recenti è divenuto un apprezzatissimo influencer Facebook, emblema di un atteggiamento digitale sempre affettuoso e disponibile.

Vari i panel a cui è stato possibile assistere articolati in sessioni parallele: Social media e scritture, Giornalismo e mass media, Viaggi, sport e divertimento, Politica e legge, Business e advertising, In nome di Dio, Giovani e Digitale, Bufale e algoritmi e Bambini e social media. Insomma, gli spunti per comprendere il problema e fermarci un po’ a pensare non sono mancati: da parte nostra ci auguriamo che il Manifesto possa essere accolto dalla rete a braccia aperte, per un web a portata di tutti, le cui basi siano fondate sul rispetto reciproco. Naturalmente noi il Manifesto lo abbiamo già firmato (direttamente da qui), quindi adesso, se non lo avete ancora fatto, tocca a voi.

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